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Arriano
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mwbgLucio Flavio Arriano (in greco antico Ἀρριανός?, Arrianós; latino: Lucius Flavius Arrianus; Nicomedia, 90 circa – Atene, 175 circa) è stato uno storico, politico e generale romano.

Contents

Opere
Note

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Biografia

Arriano, di etnia greca, nacque intorno al mwcw90cite-ref-1[1] cite-ref-0-2-0[2] nella città costiera di mwfaNicomedia (oggi Izmit), la capitale della provincia romana di mwfqBitinia, nel nord-ovest della Turchia, a sessanta miglia da mwfgBisanziocite-ref-3[3]. Fu mwgwcittadino romano e in quanto tale poté fregiarsi dei mwhamwhqtria nomina mwhglatini mwhwLucio Flavio Arriano (mwiaLucius Flavius Arrianus), oltre a svolgere, nella sua città, funzioni di sacerdote del culto di mwiqDemetra e mwigPersefone, come da lui stesso evidenziato in seguito nella sua opera mwiwBithyniakàcite-ref-4[4].

Studiò, poi, forse intorno al mwkq108cite-ref-0-2-1[2], filosofia a Nicopoli in mwlgEpiro, sotto la guida dello mwlwstoico mwmaEpitteto, del quale trascrisse gli insegnamenti nel mwmqmwmgManuale e nelle mwmwmwnaDiatribecite-ref-5[5], dedicate a Lucio Gellio di mwoqCorinto, il cui figlio avrebbe poi proposto l'erezione di una statua per Arriano stessocite-ref-6[6]. In quel periodo, intorno agli anni 111-114cite-ref-7[7], Arriano entrò nel mwqgconsilium di mwqwGaio Avidio Nigrino, governatore di mwraAcaia, divenendo, inoltre, amico intimo del futuro imperatore mwrqAdriano.

Molto poco si sa della sua successiva carriera, anche se è probabile che operasse in mwrwGalliacite-ref-8[8] e sul mwtaDanubio, ed è possibile che fosse presente in mwtqBetica e mwtgPartia fino all'assunzione della carica di console nel mwtw129 o mwua130cite-ref-9[9]. Fu, probabilmente, in questo periodo che intraprese a scrivere la sua opera più importante, la mwvqmwvgAnabasi di Alessandro e, a completamento, gli Ἰνδικά (mwvwIndikà), un resoconto del viaggio della flotta di Alessandro dall'India al mwwaGolfo Persico sotto il comando di mwwqNearco.

Nel mwww131 fu nominato governatore della provincia di mwxaCappadocia e comandante delle legioni romane sulla frontiera con l'mwxqArmenia. Quando, nel mwxg135, la frontiera fu minacciata da una invasione di mwxwAlani, Arriano li respinse con successo:

«Una seconda guerra fu iniziata dagli Alani - sono

Massageti

- su istigazione di

Farasmane

. Essa causò gravi danni al territorio albano e alla Media, e poi coinvolse l'Armenia e la

Cappadocia

; dopodiché, poiché gli Alani non solo furono convinti dai doni di

Vologase

, ma ebbero anche timore di Flavio Arriano, il governatore della Cappadocia, la guerra si interruppe.»

(Cassio Dione, LXIX 15, 1 - trad. A. D'Andria)

In base a tale esperienza, Arriano in seguito scrisse un trattato militare intitolato Ἔκταξις κατὰ Ἀλανῶν (mwygÈktaxis katà Alanṑn)cite-ref-10[10], oltre ad una mwzwTattica (Τέχνη Τακτική, mwaatèchnē Taktikḕ), in cui descrisse come avrebbe organizzato le legioni e truppe ausiliarie a sua disposizione, tra cui le legioni XII mwaqFulminata e XV mwagApollinaris. Risale a questo periodo anche un breve resoconto di un giro d'ispezione della costa del mwawMar Nero nella tradizionale forma del periplo, indirizzato all'imperatore Adriano, il mwbaPeriplo del Ponto Eusino.

Arriano lasciò la mwbgCappadocia poco prima della morte del suo amico Adriano, nel mwbw138, e non ci sono testimonianze di eventuali ulteriori incarichi pubblici fino al mwca145/mwcq146, quando fu eletto mwcgarconte onorario a mwcwAtene, dopo essere stato insignito della cittadinanzacite-ref-11[11], che lasciò in eredità ai discendenti, come prova la menzione, in un'epigrafe, di un Flavio Arriano (probabilmente un nipote) come mweapritano. Ad Atene, Arriano si dedicò alla storia e alla scrittura di opere ispirate al modello tematico di mweqSenofonte, scrivendo anche una storia dei mwegDiadochi, mwewDopo Alessandro, che fu, probabilmente, lasciata incompiuta per la sua morte, avvenuta durante gli ultimi anni dell'impero di mwfaMarco Aureliocite-ref-12[12].

Opere

Le opere di Arriano spaziano dalla geografia all'arte militare alla storiografia, aspetti nei quali il bitinio risultava, già a dire degli antichi, molto competente e che condivise con mwiqSenofonte, tanto da soprannominarsi "nuovo Senofonte"cite-ref-13[13].

Opere perdute

Totalmente perdute, tranne alcune menzionicite-ref-14[14], sono una mwlaVita di mwlqDione e una mwlgVita di mwlwTimoleontecite-ref-15[15], oltre che una, dubbia, biografia del brigante Tilliborocite-ref-16[16].

Legata alla sua impresa del mwoq135 era una mwogStoria degli Alanicite-ref-17[17], mentre i mwpwBithyniakà in 8 libri (di cui restano 72 frammenti) erano una storia della sua mwqaBitinia, citata da mwqqFoziocite-ref-18[18], che ne parafrasa il proemio:

«Si tratta di una storia della sua patria, dedicata ad essa come offerta patriottica. Infatti ci dice in modo definitivo in quest'opera che nacque a Nicomedia, vi fu allevato ed educato, e ricoprì l'ufficio di sacerdote di Demetra e di sua figlia, a cui la città era sacra. Menziona varie sue opere su altri argomenti, come la carriera del corinzio Timoleonte in Sicilia e le memorabili gesta di Dione il siracusano, che liberò Siracusa e tutta la Sicilia dal secondo Dionigi, figlio del primo, e dai barbari, che Dionigi aveva introdotto per sostenere la sua tirannia. Sembra che la storia della sua patria sia stata la quarta opera da lui scritta, essendo stata scritta dopo le storie di Alessandro Magno Timoleonte e Dione. Certamente fin da quando si dedicò per la prima volta alla letteratura aveva pensato di trattare di questo argomento, ma l'opera richiese un certo tempo per essere completata a causa della mancanza di materiale; almeno, questa è la ragione che egli stesso adduce per il ritardo nella sua produzione. Comincia, come si è detto, con la storia mitica e giunge fino alla morte dell'ultimo Nicomede, che alla sua morte lasciò il suo regno ai Romani, che non avevano mai avuto un re dopo la cacciata dei Tarquini.»

(Trad. A. D'Andria)

Di notevole interesse doveva essere la mwsaStoria Particacite-ref-19[19], il cui obiettivo essenziale era quello di stabilire le diverse fasi della guerra partica di mwtqTraiano (mwtg114-mwtw117). Di quest'opera, in 17 libri, Fozio ha conservato solo una breve notizia, ma gli importanti frammenti conservati soprattutto dalla mwuamwuqSuda contribuiscono a ricostruirne parzialmente il contenutocite-ref-20[20].

Ancora, ad Arriano gli antichi attribuivano due opere scientifiche, mwvwSulla natura delle cometecite-ref-21[21] e mwxaSulle cose celesticite-ref-22[22], di cui restano 6 frammenti, quasi tutti trasmessi da mwyqGiovanni Stobeo.

Opere pervenute

Opere a tema geostorico sono il già citato Periplo del Ponto Eusino (Περίπλους Εὐξείνου πόντου), resoconto di un viaggio di servizio nell'Est del Ponto Eusino, con due parti che completano l'itinerario del Mar Nero e gli Indikà (Ἰνδικὴ συγγραφή), opera storico-geografica sull'India, per la quale si servì dei contributi di Nearco (ammiraglio di Alessandro) e di Megastene, scritta in dialetto ionico che vorrebbe riprodurre quello di Erodotocite-ref-23[23].

Più propriamente storiografiche sono due opere dedicate al periodo di Alessandro e dei mw0gDiadochicite-ref-24[24].

La prima, mw2amw2qAnabasi di Alessandro (Ἀνάβασις Ἀλεξάνδρου), è un'opera sulle vicende di mw2gAlessandro Magno. Cominciata ad Atene, risente dell'influenza di mw2wSenofonte, e per il titolo mw3aAnabasi e per la divisione in 7 libri. Fonti dell'opera, alla cui attendibilità egli tiene molto, sono i resoconti di mw3qTolomeo I e mw3gAristobulo. Arriano propone anche una netta distinzione, nella scelta degli argomenti, tra la tradizione più seria (di cui egli si serve) e la cosiddetta mw3wvulgata, a carattere più fantasioso e aneddotico (iniziata da mw4aClitarco e ripresa poi da mw4qDiodoro Siculo).

Come completamento dell'opera su Alessandro furono scritti gli mw4wEventi dopo Alessandro (Tὰ μετὰ Ἀλέξανδρον), 10 libri sui mw5adiadochi, più precisamente sul periodo 323-321, forse incompiuti, opera a noi nota dal riassunto fatto da Foziocite-ref-25[25], da un frammento rinvenuto nel 1886 in un palinsesto del X secolocite-ref-26[26], forse da un papiro del I secolocite-ref-27[27] e da un frammento rinvenuto nel 1977 in un palinsesto dei secoli XIV-XV, appartenente alla Biblioteca dell'Università di mw8qGöteborg.

Di tipo senofonteo e legate agli interessi militari di Arriano sono il Cinegetico, un trattato sulla caccia, la Tattica (Τέχνη τακτική), trattato di arte militare molto simile alle opere di Eliano Tattico e di Asclepiodoto e lo Schieramento contro gli Alani ( Ἔκταξις κατὰ Ἀλανῶν), trattato sullo scontro tra un esercito romano comandato da Arriano stesso e un esercito di Alani, citato, come detto, già da Cassio Dione.

Ad Arriano si deve, infine, anche la trascrizione delle lezioni del maestro mw9qEpitteto, che raccolse nelle mw9gmw9wDiatribe (Διατριβαὶ Ἐπικτήτου), di cui rimangono quattro libri cite-ref-28[28] e nel mw-amw-qManuale (᾿Εγχειρίδιον Ἐπικτήτου). Arriano volle, probabilmente, porsi nei confronti del maestro come Senofonte si poneva nei confronti di mw-gSocrate, affermandosi come registratore fedele delle parole di Epitteto, di cui avrebbe scritto anche una mw-wVitacite-ref-29[29].

Tali opere, infatti, sono dichiaratamente presentate come trascrizioni "stenografiche"cite-ref-30[30]:

«Io non ho scritto questi Discorsi di Epitteto nel modo in cui si potrebbero scrivere tali cose; né li ho resi pubblici io stesso, in quanto dichiaro di non averli nemmeno scritti. Ma qualsiasi cosa gli sentissi dire, ho tentato di scriverla con le sue stesse parole il più fedelmente possibile, allo scopo di conservarli come memoriali per me stesso, in seguito, dei pensieri e della libertà di parola di Epitteto.»

(Prefazione - trad. A. D'Andria)

Proprio per questa dichiarazione d'intenti, le mwaqsDiatribe vanno comunemente sotto il nome di Epitteto stesso.

Stile e fortuna

Lo stile di Arriano, solitamente attico come nella mwaq4Anabasi (anche se non modellato completamente su quello del suo ispiratore Senofonte, cui è accomunabile in quanto letterato e militare, nonché per gli interessi superficialmente filosofici), è appena variato dallo ionico "erodoteo" della mwaq8Indikècite-ref-31[31], anche se le due opere hanno in comune una ispirazione storico-etnografica e il metodo. Arriano, infatti, utilizza una metodologia che gli consenta di stabilire la verità storica a partire dal confronto dei testi di Tolomeo e Aristobulo, considerando del tutto veritieri i loro resoconti quando essi sono in accordo, ma, nel caso di una contraddizione, l’autore sceglie la versione da lui ritenuta più affidabile (πιστότερα) e, nel contempo, maggiormente degna di essere narrata (ἀξιαφηγητότερα). Arriano, dunque, passa in rassegna le varie opinioni che circolavano, ma conclude, anche nel capitolo finale, sempre con una riflessione personale.

La sua onestà intellettuale e lo stile elegante e medio gli valsero una notevole fortuna, testimoniata dal fatto che i manoscritti che ne conservano gli scritti sono più di un centinaio e numerose furono edizioni e traduzioni in Europa fin dal mwaru1533, data della mwarymwarceditio princeps dell’opera maggiore dello storico.

Tuttavia, gli studiosi ottocenteschi furono meno clementi con lui, anche se non furono assenti giudizi positivi, come quelli di mwarkTheodor Bergk, che apprezzò Arriano sia per le sue qualità di storico che per la sua semplicità stilistica. Più forti e durature furono, tuttavia, le critiche, come quella di Wilhelm Christ, che non gli perdonò l’indulgenza nei confronti della natura tirannica di Alessandro e mwaroWilamowitz, che, ponendosi su una linea già tracciata da mwarsSchwartz, fu ancora più energico nella condanna, in quanto, pur avendo notevole considerazione per l’impegno politico di Arriano, lo criticò pienamente sul piano letterariocite-ref-32[32].

Sono state le traduzioni della mwaseAnabasi di Alessandro di Brunt (pubblicata per la mwasiLoeb Classical Library, 1976–83) e quella tedesca di Wirth (1985), il commento allmwasm'mwasqAnabasi dello storico australiano Bosworth (1980–95) e lo studio complessivo sull'autore e sulle sue opere di Stadter (1980) a ridare, negli ultimi decenni, vigore alla ricerca su Arriano, fornendole dei saldi pilastri su cui basarsi e ampliando le ricerche relative a fonti, metodi e contesto delle opere arrianee.

Note

cite-note-11. La data è desumibile dal fatto che Arriano fosse discepolo, a mwassNicopoli, di mwaswEpitteto, che vi si stabilì dopo la messa al bando dei filosofi da parte di mwas0Domiziano (mwas490-mwas893); è probabile che il nostro autore avesse almeno diciotto anni (data consueta per l'inizio degli studi filosofico-retorici nel mondo romano) nel periodo in cui fu allievo di Epitteto, che gli studiosi più autorevoli (seguendo P. A. Stadter, mwataArrian of Nicomedia, Chapel Hill, UNC Press, 1980) fanno coincidere con il biennio 108-110.
cite-note-0-22. Cfr. F. Sisti, mwatyIntroduzione a Arriano, mwatcAnabasi di Alessandro, Milano, Mondadori/Valla, 2004, p. XII, nota 3.
cite-note-33. A. Oliva, mwatsIntroduzione, in Arriano, mwatwL'India, Milano, BUR, 2000, p. 21.
cite-note-44. mwauamwaueFGrHist 156, T 4a.
cite-note-55. A. Oliva, mwauuIntroduzione, in Arriano, mwauyL'India, Milano, BUR, 2000, pp. 21-22.
cite-note-66. S. Follet, mwauoArrien de Nicomedie, in mwausDictionnaire des Philosophes Antiques, a cura di R. Goullet, Paris, CNRS, 1989, vol. I, p. 599.
cite-note-77. S. Follet, mwau8Arrien de Nicomedie, in mwavaDictionnaire des Philosophes Antiques, a cura di R. Goullet, Paris, CNRS, 1989, vol. I, p. 598.
cite-note-88. Cfr. quanto egli stesso dice nel mwavqPeriplo del Ponto Eusino, 11, 5.
cite-note-99. Cfr. A. Tovar, mwavgUn nuevo epigrama griego de Cordoba: Arriano de Nicomedia, proconsul de Betica?, in mwavkEstudio sobre la obra de Americo Castro, Madrid, Lynch, 1971, pp. 403-412; A. B. Bosworth, mwavoArrian in Betica, in "GRBS", 1975, pp. 55-64.
cite-note-1010. Ne resta un ampio frammento nel mwav4Cod. Laur. 55, 4.
cite-note-1111. mwawmmwawqFGrHist 156, T 6a e 6b.
cite-note-1212. A. Oliva, mwawgIntroduzione, in Arriano, mwawkL'India, Milano, BUR, 2000, pp. 23-24; si veda mwawoSuda, α 3868: «Fu a Roma durante i regni degli imperatori Adriano e Marco [Aurelio] e Antonino».
cite-note-1313. mwaw4mwaw8FGrHist 156, T 6a, dal proemio dei mwaxaCynegetica.
cite-note-1414. I frammenti di Arriano furono raccolti e pubblicati in edizione critica da A. G. Roos e G. Wirth, mwaxqFlavius Arrianus. II. Scripta minora et fragmenta, Leipzig, Teubner, 1968, pp. 186-291.
cite-note-1515. Citate in Fozio, mwaxgBiblioteca, cod. 93, 73b 3-10.
cite-note-1616. Citata da mwaxwLuciano, mwax0Alessandro o il falso profeta, cap. 2; cfr. Stefano Pozzi, mwax4Sull'attendibilità del narratore nell'Alexander di Luciano, in "Prometheus. Rivista di studi classici", vol. 29 (2003), n. 3.
cite-note-1717. mwayimwaymFGrHist 156 F 13 J.
cite-note-1818. mwaycmwaygBiblioteca, cod. 93.
cite-note-1919. Ne restano 105 brevi frammenti raccolti sempre in mwaywmway0FGrHist 156, molti dei quali provenienti dal lessico bizantino mway4Suda, che sfruttò l'opera per l'interesse verso l'Oriente: cfr. G. Zecchini, mway8La storia romana nella Suda, in mwazaIl lessico Suda e la memoria del passato a Bisanzio, a cura di G. Zecchini, Bari, Edipuglia, 1999, pp. 85-86.
cite-note-2020. Si veda in particolare lo studio di C. Coppola, mwazqI Parthica d'Arriano nella biblioteca di Fozio, in mwazuStudia in memoria di R. Cantarella, Salerno, Università di Salerno, 1981, pp. 475-491.
cite-note-2121. mwazkFozio, mwazomwazsBiblioteca, 250, 460a 17-20.
cite-note-2222. Menzionata da mwaz8Filopono, mwaaaCommento ai mwaaeMeteorologikà di mwaaiAristotele, I 3, 2.
cite-note-2323. Cfr. D. Ambaglio, mwaayL'Indiké di Arriano, in Arriano, mwaacL'India, Milano, BUR, 2000, pp. 5-19.
cite-note-2424. Sulle quali cfr. il recente studio di Sante Biello, mwaasAlessandro Magno tra Polis e Mondo in Arriano, Toronto, lulu.com, 2014.
cite-note-2525. mwaa8Biblioteca, Cod. 92.
cite-note-2626. mwabmVat. Gr. 495.
cite-note-2727. mwabcPSI XII 1284.
cite-note-2828. mwabsAulo Gellio (XIX, 1) parla di un quinto libro di quest'opera, il cui numero totale dei libri era otto, come afferma mwabwFozio, mwab0mwab4Biblioteca, cod. 58.
cite-note-2929. Come affermato da mwaciSimplicio nell'introduzione al suo commento del mwacmManuale, che, peraltro, ci ha trasmesso l'opera integralmente.
cite-note-3030. Lo stesso Arriano ne parla in questi termini nella lettera prefatoria delle mwaccDiatribe, parr. 1-8.
cite-note-3131. Su quest'ultima opera e sui commenti più recenti ad essa, cfr. C. Dognini, mwacsL'Indiké di Arriano: tre studi a confronto, in "Aevum. Rassegna di Scienze Storiche, Linguistiche e Filologiche", n. 1 (2002), pp. 113-122.
cite-note-3232. Cfr., sulla fortuna di Arriano, l'introduzione di A. B. Bosworth al suo mwac8A Historical Commentary on Arrian’s History of Alexander, 2 voll., Oxford, Clarendon Press, 1980-1995.

Bibliografia

Edizioni critiche

• Flavius Arrianus, mwadqI. Anabasis Alexandri, Edidit A. G. Roos, Lepzig, Teubner, 1967.
• Flavius Arrianus, mwadyII. Scripta minora et fragmenta, eddiderunt A. G. Roos et G. Wirth, Leipzig, Teubner, 1968.

Studi recenti su Arriano

• A. Tovar, mwadoUn nuevo epigrama griego de Cordoba: Arriano de Nicomedia, proconsul de Betica?, in mwadsEstudio sobre la obra de Americo Castro, Madrid, Lynch, 1971, pp. 403-412.
• P. A. Stadter, mwad0Arrian of Nicomedia, Chapel Hill, UNC Press, 1980
• A. B. Bosworth, mwad8From Arrian to Alexander. Studies in Historical Interpretation, Oxford, Clarendon Press, 1988.
• S. Follet, mwaeeArrien de Nicomedie, in mwaeiDictionnaire des Philosophes Antiques, a cura di R. Goullet, Paris, CNRS, 1989, vol. I.
• A. Oliva, mwaeqIntroduzione, in Arriano, mwaeuL'India, Milano, BUR, 2000.
• F. Sisti, mwaecIntroduzione, in Arriano, mwaegAnabasi di Alessandro, Milano, Mondadori/Valla, 2001, vol. I.
• C. Dognini, mwaeoL'Indiké di Arriano: tre studi a confronto, in "Aevum. Rassegna di Scienze Storiche, Linguistiche e Filologiche", n. 1 (2002), pp. 113-122.
• S. Biello, mwaewAlessandro Magno tra Polis e Mondo in Arriano, Toronto, lulu.com, 2014.

Edizioni italiane recenti delle opere di Arriano

• Flavio Arriano, mwafaGli eventi dopo Alessandro, a cura di Anna Simonetti Agostinetti, Roma, L'Erma di Bretschneider, 1993.
• Arriano, mwafiL'India, saggio introduttivo di Dino Ambaglio, Introduzione, traduzione e note di Alessandra Oliva, Milano, BUR, 2000.
• Flavio Arriano, mwafqAnabasi di Alessandro, a cura di Francesco Sisti, Milano, Mondadori/Valla, 2001 (vol. 1), 2004 (vol. 2).
• Epitteto, mwafyManuale di Epitteto, Introduzione e commento di Pierre Hadot, Torino, Einaudi, 2006.
• Stefano Belfiore, mwafgIl Periplo del Ponto Eusino di Arriano e altri testi sul mar Nero e il Bosforo. Spazio geografico, mito e dominio ai confini dell'Impero Romano, Testo greco a fronte, Venezia, Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti, 2009.
• Lucio Flavio Arriano, mwafoL'arte tattica. Trattato di tecnica militare, a cura di Antonio Sestili, Roma, Aracne Editrice, 2011.
• Anna Busetto, mwafwLa “sezione romana” della Tattica mwaf0di Arriano. mwaf4Introduzione, nuovo testo critico, traduzione e commento, Roma, Tab Edizioni, 2023.

Voci correlate

• mwagiNicomedia
• mwagqPartia
• mwagoIndikà
• mwagwLisimaco
• mwahaNodo gordiano
• mwahqProskynesis
• mwahySerapide
• mwahgEpitteto

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Collegamenti esterni

• citereftreccani-itArriano, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaGiulio Giannelli, Arriano, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1929.
• citerefbritannica-com(EN) Arrian, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefencyclop-dia-iranica(EN) Arriano, in Encyclopædia Iranica, Ehsan Yarshater Center, Columbia University.
• citerefmlolOpere di Arriano / Arriano (altra versione) / Arriano (altra versione), su MLOL, Horizons Unlimited.
• citerefopen-library(EN) Opere di Arriano, su Open Library, Internet Archive.
• citerefgoodreads(EN) Arriano, su Goodreads.
• mwah8Tattica: mwaia(DE, GRC) mwaieGriechische Kriegsschriftsteller, a cura di Hermann Köchly, Wilhelm Rüstow, Leipzig, Verlag von Wilhelm Engelmann, 1855, Zweiter Theil mwaiipp. 199-471.
• mwaiq(LA, GRC) mwaiumwaiyAnabasis et Indica. Reliqua Arriani, Johann Friedrich Dübner, a cura di mwaigKarl Wilhelm Ludwig Müller, Parisiis, editore Ambrosio Firmin Didot, 1846.
• mwaioTraduzione inglese di alcuni frammenti di Arriano (da mwaismwaiwFGrHist 156).